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Viaggi Museum. indossa il giubbino della collezione inverno

VIAGGI SPECIAL EDITION - ALLA SCOPERTA DEL QUEBEC


É difficile raccontare il fascino del Québec, la provincia più estesa del Canada. A nord mi accoglie, già dall’aereo, un paesaggio spettacolare: sono le distese di tundra artica spazzate dal vento, dove abita il popolo degli inuit. Si procede e mi appare la regione centrale, terra di selvagge foreste boreali subito dopo il sud, caratterizzato da dolci campagne coltivate, dove so che al mio arrivo mi avvolgerà la solita atmosfera tranquilla e disinvolta e non vedo l’ora.


Montreal
Eccomi atterrata nella cosmopolita metropoli canadese di Montreal. Nonostante questa città si trovi dall’altra parte dell’Oceano, una marcata impronta europea e la diffusione del francese fanno sì che l’aria della città sia per me famigliare.
Montreal è una metropoli dalle mille sfaccettature e ricca di contrasti. Oltre tre milioni di abitanti e un vero crogiuolo di culture che trova riscontro nel mosaico dei suoi quartieri e nella varietà dei ristoranti. Un patrimonio architettonico che copre quattro secoli di storia, dalla dominazione francese all’epoca contemporanea. La città si trova sull'Isola di Montréal, alla confluenza dei fiumi San Lorenzo e Outaouais, ed include anche altre settantaquattro isole, molte delle quali disabitate.
Non resisto e mi lascio accogliere su uno dei calessi che fanno risuonare i vicoli lastricati della Vieux-Montréal, la Città Vecchia, passando tra le facciate sette e ottocentesche e il mio viaggio ha inizio.



Montebello e Omega Park
Da Montreal è il momento di spostarmi al piccolo borgo di Montebello, situato sulle rive del fiume Ottawa. Mi raccontano che la cittadina si sviluppa a partire dal 1850 grazie alle svariate attività commerciali di monsieur Louis-Joseph Papineau, il cui cognome si è tramandato fino ai giorni nostri e appare ovunque, dai cartelli stradali al nome di un’area di conservazione della fauna selvatica fino al nome di un piccolo comune.
Nel 1930 l'area si apre al turismo e da tutto il Canada iniziano ad arrivare viaggiatori alla scoperta di questa cittadina. Inizialmente vengono ospitati in un piccolo rustico che nei primi anni ‘70 si trasforma nell’ormai famoso “Le Château Montebello”, uno dei più importanti centri di villeggiatura dell’est del Canada rinomato per il suo charme unico. Questo castello di tronchi di cedro rosso grazie al suo ristorante “Aux Chantignolles” mi permette di gustare le migliori specialità culinarie del Quebec.

Nelle immediate vicinanze mi cimento in una lunga escursione in motoslitta tra i boschi innevati in compagnia di una guida locale che per fortuna mi insegna come pilotare. Immersi nel silenzio della natura, attraverso le foreste vergini ricoperte da neve fresca e fiancheggiando laghi ghiacciati sento di vivere un’esperienza unica. Qualcuno dei miei compagni di viaggio preferisce un contatto ancora più intenso, se possibile, con la natura riscoprendo i mezzi di trasporto dei pionieri, e prova l’ebbrezza di condurre una slitta trainata dai cani. Una guida locale assiste i coraggiosi in questa esperienza insegnando loro tutte le difficili manovre per poter dirigere la slitta e i segreti dell’addestramento dei cani, sembra davvero emozionante, vorrei provare, ma prima dovrei superare il mio cattivo rapporto con i cani, sarà per la prossima volta.


Omega Park
Parto alla scoperta dell’Omega Park, e incontro cervi, alci, bisonti, volpi artiche, coyote, lupi, cinghiali, orsi oltre ai famosi wapiti, i più grandi cervi del parco, una scorpacciata di visioni. La stagione degli amori coincide con il periodo invernale, sarà quindi molto probabile assistere ai duelli tra maschi per contendersi le femmine del branco: un vero safari tra immensi boschi innevati.
Visito “la Sucrerie de la montagne”, una capanna dello zucchero aperta per pochi mesi l’anno e mi sento un po’ Gretel...ma niente streghe nei dintorni. Dal XX secolo qui si estrae lo zucchero dall’acero trasformandolo poi in sciroppo d’acero, oltre il 75% di tutto lo sciroppo d’acero al mondo è prodotto in Quebec. Non perdo l’occasione golosa di provare il “Tuffy Pull”, un lecca-lecca creato al istantaneamente mettendo a contatto lo sciroppo d’acero bollente con la neve ghiacciata. Assito a competizioni di abilità e di resistenza tra boscaioli e prendo parte a un’indimenticabile cena tipica di cucina franco-canadese accompagnata da musica e balli folkloristici.

Quebec City    
Giungo a Quebec City con grande tranquillità, ammirando i paesaggi canadesi dalle comode cabine del treno che la collega con Montreal. La cittadina di Quebec City, il cuore pulsante del Canada francese, vanta l’unica città fortificata di tutto il Nord America ed è stata riconosciuta dall’Unesco Sito del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La posizione in collina sopra il fiume St. Lawrence, i vecchi edifici in pietra e le stradine, la roccaforte e il vecchio porto mi catapultano in un’atmosfera di assoluta poesia, inaspettata devo dire.
Capisco che Quebec City è divisa in due zone, “Haute Ville” la città alta e “Basse Ville” la città bassa. Le due zone assieme formano la “Vieux Quebec”. Le Château Frontenac non è solamente un antico castello-albergo situato nel centro del Canada, è il cuore stesso del Vieux-Québec. Un soggiorno in questa roccaforte mi permette di scoprire le meravigliose rovine storiche situate in prossimità dell’hotel e di addentrarmi nei segreti della vecchia città fortificata.








Ice Hotel

A circa mezz’ora di strada dal centro di Quebec, presso la Station Ecoturistique Duchesnay di Lac St-Joseph, si trova il famoso Ice Hotel, l’unico hotel di ghiaccio del Nord America. Oltre 3.000 mq di gelido splendore che mi regalano sensazioni a dir poco curiose. Le alte colonne di ghiaccio scolpito che sostengono il soffitto della hall e il grosso lampadario di cristallo centrale mi creano una leggera sensazione di smarrimento e chiecchierando con il proprietario vengo a sapere che la costruzione di questo hotel deperibile, richiede cinque settimane di lavoro e oltre 350 tonnellate di ghiaccio.
Ora che faccio? Prendo il traghetto per Levis e mi godo la traversata che regala scorci incantevoli oppure mi dedico al relax nel silenzioso Parc du Bois de Coulonge? Decido per una terza opzione: raggiungo la piccola Ile d’Orleans, a tredici chilometri da Quebec City, e mi immergo nella sua atmosfera d’altri tempi.




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